Analisi del primo semestre 2026 a cura dell’Ufficio Studi Gruppo Interaffari
Il primo semestre 2026 conferma un mercato immobiliare italiano in fase positiva, ma sempre più selettivo. I dati ufficiali disponibili indicano una crescita delle compravendite residenziali nel primo trimestre 2026 pari al 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, con quasi 180.000 abitazioni compravendute in Italia. Parallelamente, ISTAT rileva nel primo trimestre 2026 un aumento dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie pari al 5,2% su base annua. (Agenzia delle Entrate)
Questi numeri raccontano un mercato in ripresa, ma non uniforme. La domanda non premia più indistintamente ogni immobile: oggi posizione, qualità, efficienza energetica, stato manutentivo, servizi, collegamenti e potenzialità d’uso incidono in modo determinante sul valore reale di una proprietà.
Secondo Banca d’Italia, nel primo trimestre 2026 si sono rafforzate le indicazioni di rialzo dei prezzi di vendita, mentre tempi di vendita e margini di sconto risultano su livelli storicamente contenuti. (Banca d’Italia)
Per il Gruppo Interaffari, attivo da oltre 37 anni tra Piemonte, Liguria e Lombardia, questa fase richiede una lettura prudente ma chiara: il mercato c’è, la domanda è presente, ma il prezzo corretto e la qualità dell’immobile sono oggi più decisivi che in passato.
Italia: il mattone resta centrale, ma il mercato è più maturo
A livello nazionale, il mercato immobiliare continua a rappresentare uno dei principali strumenti di protezione patrimoniale per famiglie e investitori.
La crescita delle compravendite e dei prezzi conferma una domanda solida, favorita da un progressivo miglioramento del clima economico e da una maggiore stabilizzazione delle condizioni di credito. Tuttavia, l’acquirente del 2026 è più informato, più prudente e più attento ai costi futuri.
Gli immobili in buono stato, ben localizzati, con spazi esterni, basse spese di gestione e buona efficienza energetica mantengono una forte capacità di attrazione. Al contrario, gli immobili datati, energivori o sovrapprezzati richiedono tempi di vendita più lunghi e trattative più incisive.
La vera distinzione non è più soltanto tra “centro” e “periferia”, ma tra immobili capaci di rispondere alle esigenze attuali e immobili che necessitano di una strategia di valorizzazione.
Piemonte: equilibrio, qualità della vita e mercati territoriali solidi
Il Piemonte si conferma una regione immobiliare equilibrata, con dinamiche meno speculative rispetto ad altre aree del Nord Italia, ma con una forte capacità di tenuta.
Le statistiche regionali dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate confermano la centralità del Piemonte nel mercato residenziale del Nord-Ovest, con Torino come principale polo regionale e con province caratterizzate da mercati locali molto differenziati. (Agenzia delle Entrate)
La regione beneficia di tre elementi fondamentali:
la presenza di centri urbani strutturati;
un tessuto economico e produttivo diffuso;
una qualità della vita ancora competitiva rispetto alle grandi metropoli.
Dal punto di vista del Gruppo Interaffari, il Piemonte oggi offre opportunità interessanti sia per l’abitazione principale sia per l’investimento, soprattutto nei contesti in cui prezzo, posizione e potenziale di rivalutazione risultano correttamente allineati.
Liguria: seconda casa, turismo e domanda dal Nord-Ovest
La Liguria mantiene un ruolo strategico nel mercato immobiliare del Nord Italia.
Le statistiche regionali OMI 2026 dedicate alla Liguria evidenziano un mercato fortemente condizionato dalla conformazione territoriale, dalla scarsità di offerta nelle località più richieste e dalla pressione della domanda turistica e residenziale. (Agenzia delle Entrate)
Per il Gruppo Interaffari, la Liguria resta uno dei mercati più interessanti per tre motivi:
la forte domanda di seconde case;
l’interesse costante da parte di acquirenti piemontesi e lombardi;
la possibilità di valorizzare immobili destinati a uso turistico o locazione breve.
Il punto critico resta la qualità dell’offerta: nelle località costiere, un immobile ben posizionato conserva un’elevata appetibilità, mentre gli immobili privi di sfoghi esterni, con accessibilità complessa o necessità di importanti lavori devono essere valutati con grande precisione.
Provincia di Cuneo: stabilità, concretezza e valore nel lungo periodo
La provincia di Cuneo presenta caratteristiche diverse rispetto ai mercati metropolitani.
Non è un mercato dominato da dinamiche speculative, ma da domanda reale: famiglie, professionisti, imprese locali, investitori prudenti e acquirenti alla ricerca di qualità della vita.
La forza del territorio cuneese è nella sua stabilità. Cuneo, Alba, Bra, Fossano, Mondovì, Saluzzo, Savigliano e Borgo San Dalmazzo rappresentano mercati distinti, ciascuno con una propria identità.
Cuneo mantiene un profilo residenziale solido, sostenuto da servizi, qualità urbana e domanda locale.
Alba beneficia della forza economica delle Langhe, del turismo e del comparto enogastronomico.
Bra conserva attrattività per posizione, servizi e collegamenti.
Fossano e Savigliano offrono un buon equilibrio tra accessibilità, servizi e valori immobiliari.
Mondovì e Saluzzo esprimono mercati più selettivi, ma interessanti per immobili di pregio, soluzioni indipendenti e contesti storici.
Borgo San Dalmazzo rappresenta un punto strategico tra Cuneo e le vallate, con domanda legata sia alla residenza stabile sia alla vicinanza con le aree montane.
La lettura del Gruppo Interaffari è chiara: nella provincia di Cuneo il valore non dipende solo dai metri quadrati, ma dal rapporto tra posizione, stato dell’immobile, servizi, accessibilità e prospettiva territoriale.
Vallate cuneesi: la montagna non è più solo seconda casa
Le vallate cuneesi stanno vivendo una fase di rinnovato interesse.
Valle Stura, Valle Gesso, Valle Vermenagna, Valle Pesio, Valle Grana, Valle Maira e Valle Varaita rappresentano territori con potenzialità crescenti, soprattutto per immobili indipendenti, case con terreno, strutture ricettive, soluzioni da valorizzare e seconde case evolute.
La domanda non riguarda più soltanto la classica casa vacanza. Cresce l’interesse per immobili utilizzabili durante tutto l’anno, anche grazie alla diffusione del lavoro flessibile e alla ricerca di spazi più ampi, natura e qualità della vita.
Dal nostro osservatorio, il mercato delle vallate richiede però particolare attenzione: non tutti gli immobili montani sono automaticamente appetibili. Accessibilità, esposizione, manutenzione, impianti, isolamento, presenza di servizi e reale possibilità di utilizzo incidono profondamente sul valore.
Le opportunità migliori si concentrano sugli immobili con caratteristiche chiare: buona posizione, struttura sana, spazi esterni, potenziale turistico o residenziale e prezzo coerente con gli interventi necessari.
Langhe UNESCO: paesaggio, reputazione internazionale e valore immobiliare
Le Langhe rappresentano uno dei territori più rilevanti dell’intero Piemonte sotto il profilo immobiliare, turistico e culturale.
Il sito “Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato” è riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2014. L’UNESCO evidenzia il valore eccezionale di un paesaggio modellato nei secoli dall’interazione tra uomo, vigneti, borghi, castelli, cantine e cultura vitivinicola. (Unesco Italia)
La Regione Piemonte descrive il sito come un sistema seriale composto da sei componenti che contribuiscono al valore eccezionale complessivo del territorio. (Regione Piemonte)
Dal punto di vista immobiliare, le Langhe hanno una caratteristica rara: uniscono valore paesaggistico, identità culturale, reputazione internazionale, turismo qualificato e scarsità dell’offerta nelle posizioni più richieste.
Alba, Barolo, La Morra, Monforte d’Alba, Serralunga d’Alba, Barbaresco, Neive e i comuni limitrofi esprimono un mercato di particolare interesse per residenze di pregio, cascine, immobili rurali da valorizzare, strutture ricettive e investimenti legati all’ospitalità.
Per il Gruppo Interaffari, le Langhe non sono semplicemente un mercato immobiliare turistico: sono un territorio patrimoniale. Qui il valore dell’immobile non dipende solo dall’edificio, ma dall’appartenenza a un paesaggio riconosciuto, identitario e difficilmente replicabile.
Analisi del Gruppo Interaffari: il mercato premia l’immobile giusto
La nostra analisi, maturata attraverso oltre 37 anni di attività sul territorio, porta a una conclusione precisa: il mercato immobiliare 2026 non è debole, ma è più esigente.
Gli immobili correttamente valutati, ben presentati e coerenti con la domanda attuale continuano a trovare acquirenti.
Gli immobili sovrapprezzati, non valorizzati o privi di una strategia commerciale adeguata rischiano invece di restare fermi, anche in un mercato complessivamente positivo.
Oggi vendere bene significa:
stimare correttamente;
documentare con precisione;
presentare professionalmente;
intercettare il target giusto;
gestire la trattativa con competenza.
Il prezzo non può essere costruito solo sul desiderio del proprietario, ma deve nascere dall’incontro tra dati ufficiali, esperienza territoriale, comparabili reali e percezione concreta della domanda.
Prospettive per il secondo semestre 2026
Alla luce dei dati ufficiali disponibili e dell’osservazione diretta del mercato, il secondo semestre 2026 dovrebbe confermare una fase di stabilità positiva.
Le compravendite potranno mantenersi su livelli sostenuti, ma la selezione diventerà ancora più evidente.
Gli immobili efficienti, ben localizzati e correttamente valutati continueranno a essere favoriti.
Le proprietà da ristrutturare manterranno interesse solo quando il prezzo terrà conto in modo realistico dei costi di intervento.
Le aree turistiche, le località costiere liguri, le Langhe e le vallate cuneesi con buona accessibilità potranno continuare a offrire opportunità interessanti, soprattutto per investitori consapevoli e proprietari disposti a valorizzare correttamente il proprio patrimonio.
Conclusione
Il mercato immobiliare del 2026 conferma una verità semplice ma fondamentale: il valore non è mai solo nel bene, ma nel contesto in cui quel bene si trova.
Italia, Piemonte, Liguria, provincia di Cuneo, vallate alpine e Langhe UNESCO raccontano mercati diversi, ma uniti da una stessa direzione: cresce la domanda di qualità, autenticità, efficienza e solidità patrimoniale.
Il Gruppo Interaffari continuerà a leggere questi mercati con il metodo che ne ha accompagnato la storia: esperienza diretta, prudenza nelle valutazioni, attenzione ai dati ufficiali e conoscenza concreta del territorio.
Fonti istituzionali: Agenzia delle Entrate – Osservatorio del Mercato Immobiliare; ISTAT – Indice dei prezzi delle abitazioni; Banca d’Italia – Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni; UNESCO; Regione Piemonte.

Ottima analisi. Alessandro.